Varmo
History, legends and wheat fields
The lowlands of the Counts of Varmo, Il Pordenone's altarpiece and Gradiscutta's mill.
Route facts
≈ 6 km · 1h 45'
- Unpaved
- Paved
- Pets allowed
Varmo, piccolo scrigno di storia nel cuore della Bassa Friulana, porta con sé un nome affascinante e misterioso. Si dice derivi dal termine germanico “warmi”, che significa “caldo”, forse per il clima mite di queste terre; ma c'è chi sostiene che il nome abbia origini ancora più nobili, dai Conti di Varmo, che nel primo millennio governavano il feudo.
Queste terre, oggi tranquille, videro un tempo l'abbandono dopo le devastazioni di Aquileia e Concordia da parte di Attila. Rimaste disabitate per secoli, furono poi ripopolate dai Patriarchi di Aquileia, che portarono qui le genti della Carnia in cerca di una nuova speranza nelle fertili pianure friulane. Nel 1000 d.C. due famiglie nobili si divisero il controllo del territorio, che mantennero fino al 1596, anno in cui un'alluvione devastò le campagne coltivate.
Tra le pieghe della sua storia Varmo custodisce veri tesori: nella chiesa parrocchiale si ammira una pala d'altare del 1526, opera di uno dei grandi del Rinascimento friulano, Il Pordenone, affiancato dai pennelli del suo allievo Pomponio Amalteo. Per chi ama i luoghi che sanno di poesia e di antico lavoro, basta spingersi fino alla frazione di Gradiscutta, borgo rurale incantevole dove sorge un mulino storico, menzionato perfino da Ermes di Colloredo e da Ippolito Nievo.
Points of interest
- 1
Chiesa parrocchiale di Varmo
Pala d'altare del 1526 del Pordenone e di Pomponio Amalteo.
- 2
Borgo di Gradiscutta
Borgo rurale citato da Ermes di Colloredo e Ippolito Nievo.
- 3
Mulino storico
Antico opificio ad acqua nella frazione di Gradiscutta.